Anna Finozzi
Università di Stoccolma

Tra posizionamenti e nuove osservazioni: il progetto collettivo di riscrittura dell'opera di Geneviève Makaping

 

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Sommario
I.
II.
Una recensione
Bibliografia


 

§ II. Bibliografia

 

I. Una recensione

Un insieme di «[...] esercizi di osservazione che sto facendo da "etnologa" [...] [di] raccontare in prima persona le cose che ho visto, inteso, vissuto, sperimentato, anche dolorosamente, sulla mia pelle» (p. 125). Così Geneviève Makaping, antropologa italiana di origini camerunensi, definiva il contenuto del suo Traiettorie di sguardi. E se gli altri foste voi? nel 2001. Parole che si ritrovano nella nuova edizione del 2022, pubblicata da Rubbettino. Chi osserva e che cosa osserva? Makaping guarda se stessa che osserva coloro che da sempre la guardano (p. 55). Guardata da Marcel, l'uomo bianco che la porterà, giovanissima, in Europa. Guardata dai bianchi, che da sempre la razzializzano e la ipersessualizzano, come facevano con le sue antenate. Guardata in televisione quando diventa presentatrice, guardata dai suoi studenti quando insegna in classe. La forma del testo di Makaping non è facilmente riconducibile a un genere preciso, ricorda l'utilizzo del proprio corpo e della propria biografia come esperienze da cui partire per una riflessione femminista e intersezionale delle afroamericane che Makaping stessa menziona come «madri» (fra cui, ad esempio, bell hooks). La nuova pubblicazione dell'opera contiene anche delle parti inedite, che si distinguono dalla precedente grazie alla segnalazione tramite parentesi quadre. Makaping, in questo senso, guarda se stessa molti anni dopo, mentre osserva l'Italia degli anni novanta: «in gita a Treviso nel 1998», «1993, Arcavacata (Cosenza)», «Ero all'Agosto culturale di Guardia Piemontese nel 1998». Un'Italia in cui diventa la prima donna nera ad addottorarsi, prima donna nera direttrice di un giornale, prima donna nera immigrata a ricevere la cittadinanza per merito.
Viene da chiedersi, dunque: come siamo cambiate, oggi? Che Italia proponiamo a chi è immigrata? «Rispetto al mio arrivo in Italia negli anni ottanta la situazione [...] è cambiata» (07:15): prima c'era più curiosità poiché in molti «non avevano mai visto una persona nera» (07:40), poi, con la globalizzazione, è arrivato l'odio. Così risponde Makaping nel documentario Maka del 2022, dove è guardata anche attraverso la camera di Elia Moutamid, con la sceneggiatura di Simone Brioni. Moutamid stesso, all'inizio del film, si posiziona utilizzando l'arabo e dicendo di essere cresciuto nel nord di un paese del Sud Europa, abituato a sentir parlare male del sud Italia «fannullone». Attraverso scene girate a Mantova, dove Makaping tutt'ora vive e lavora, e filmati di repertorio delle reti locali dove Makaping porta i telespettatori alla scoperta della Calabria e del Camerun, la voce della protagonista ripercorre le tappe del suo arrivo in Francia e infine in Italia, dopo la tragica morte del compagno Marcel. Il documentario si conclude con Maka che interroga gli uomini e le donne neri dipinti a Palazzo Ducale, come la schiava del Mantegna nella camera degli sposi. Personaggi sepolti dalla storia tornano in vita grazie alle voci di Shimelis Bonsa Gulema, Tommy Kuti e Shirin Ramzanali Fazel e, nel ruolo di Mantegna, WuMing2.
La traduzione in inglese, Reversing the Gaze: What If the Other Were You?, è uscita nel 2022 per Rutgers University Press. A partire dal lavoro essenziale di Giovanna Bellesia Contuzzi e Victoria Offredi Poletto, traduttrici del testo, le questioni più spinose vengono discusse con Brioni, con l'editore, e con Caterina Romeo, che già indipendentemente aveva pensato di proporre la traduzione dell'opera di Makaping ai curatori della collana «Other Voices of Italy: Italian and Transnational Texts in Translation», ovvero Alessandro Vettori, Sandra Waters e Eilis Kierans. Tutto il prezioso lavoro di collaborazione ha portato l'edizione inglese a essere corredata dalla prefazione di Romeo, da una nota di traduzione di Bellasia Contuzzi e Offredi Poletto, e da una nota editoriale di Brioni.
Giovanna Bellesia Contuzzi e Victoria Offredi Poletto, in poche concise pagine, chiariscono di essersi approcciate con «some trepidation» (p. xxiii) alla scrittura di Makaping, impegnativa da tradurre sotto molti aspetti tra cui la presenza di parole come «extracomunitari» che in italiano porta il peso di una storia difficilmente adattabile all'inglese. Le due traduttrici enumerano le loro scelte, definendo i contorni di un intenso scambio con Brioni, sfociato nell'inserimento, a fine volume, di un glossario contenente le parole più pregnanti e problematiche (come nel caso della parolaconlaN), le cui scelte sono discusse nel libro a più riprese. La nuova veste del volume è sorprendentemente più leggera, nonostante il peso dell'intervento paratestuale; infatti, con le note in mente, la lettura diventa più scorrevole anche laddove alcuni punti avrebbero potuto destare dei dubbi, di carattere etico, di scelta lessicale, di posizionamento. Saremmo infatti portate, oggi, a prediligere il testo nudo, immediato, ad additare la pratica di spiegare, e quindi manipolare, la comprensione, di un testo di una donna nera. Il progetto di riscrittura, traduzione, riflessione, registrazione di Traiettorie, invece, ci porta oltre anche ai giudizi precostituiti.
Caterina Romeo, una delle pioniere degli studi postcoloniali e sulla razza in Italia, non è solamente un'esperta di posture accademico-scientifiche, ma è anche traduttrice, per esempio, di The Skin Between Us (con Clara Antonucci) di Kym Ragusa diventato in italiano La pelle che ci separa, e di Vertigo di Louise DeSalvo. Il supporto di Romeo, come emerge chiaramente dalle parole dei collaboratori, è stato di continua consulenza su come rendere, in inglese, concetti e parole italiane o appartenenti a un campo semantico specializzato. Simone Brioni, d'altro canto, non è solo uno studioso di cinema e immigrazione, ma anche sceneggiatore e regista di, tra gli altri, La quarta via. Mogadiscio, Italia e Aulò. Roma postcoloniale (entrambi con Graziano Chiscuzzu e Ermanno Guida). Brioni occupa la posizione più delicata, come Makaping stessa ha ironicamente ricordato: «Chi avrebbe mai detto che questo testo femminista sarebbe stato pubblicato di nuovo grazie alla collaborazione con un maschio bianco!». Ha scelto, dunque, non solo di dichiarare esplicitamente la consapevolezza di poter indirettamente ricreare una dinamica di privilegio, ma di svelare il processo tramite cui questa consapevolezza ha serpeggiato lungo tutto il percorso creativo. Maka è interpolato di audio WhatsApp in cui Brioni ricorda di essere un italiano del nord, e quindi di avere delle difficoltà a tradurre [nei sottotitoli inglesi] la parola, utilizzata sia da Makaping sia da Mouatamid «ter*one».
Il volume 42 di «Italianist» lascia spazio alla produzione scientifica di Romeo, Brioni e Rachel Johnson, esperta in film studies, sull'atto collaborativo di riscrittura dell'opera di Makaping. L'intervento di Johnson si occupa della produzione di Maka, inserito nel genere del cinema accademico, ad opera dei fondatori di 5e6, Ermanno Guida e Graziano Chiscuzzu e finanziato dall'università di Stony Brook, insistendo sul processo dialogico retrostante alla messa in scena, le diverse scelte autoriali di includere non solo il regista ma anche l'intero «cinematic apparatus» nel film (p. 216). «On the making of Maka» riflette Brioni in prima persona nell'omonimo articolo, approfondendo il suo duplice sguardo, di studioso e di regista cinematografico. In questo senso, il progetto del documentario propone le "osservazioni" di Makaping non solo come contenuto dell'opera ma anche come esercizio di riattualizzazione degli sguardi di tutti gli agenti coinvolti: i registi, i produttori, gli spettatori. Di attualità tratta anche Romeo, riprendendo le fila del romanzo originale di Makaping, che era stato studiato già dopo la prima pubblicazione (p. 190), e che rimane, secondo Romeo, un'assoluta innovazione nel panorama italiano dei primi anni duemila. Makaping descrive il razzismo strutturale, quotidiano, silenzioso, attraverso un'analisi femminista intersezionale che la pone in contiguità con teoriche come bell hooks, Colette Guillaumin, Paola Tabet, Annamaria Rivera, Renate Siebert (p. 192), ma anche con le nuove intellettuali, artiste, attiviste italiane afrodiscendenti.
Il progetto di rilancio di Traiettorie, con l'obiettivo di dare il giusto peso a un'intellettuale che ha posto le basi del pensiero intersezionale in Italia, come ricordato da Romeo (pp. 193-194), è un atto collaborativo, transnazionale e translinguistico. Infatti, oltre al numero di persone che sono intervenute con le loro competenze, nel quadro complesso di Maka si deve aggiungere la loro provenienza, la loro lingua e i loro percorsi, che si dipanano dall'Italia del nord (Brescia, Mantova) all'Italia del sud (Cosenza), passando per gli Stati Uniti (Stony Brook, New York), il Camerun, il Marocco, attraverso l'italiano colorato di accenti e dialetti, all'inglese, all'arabo, al bahuanese. Il progetto, così stratificato, si complica delle riflessioni transmediali, filosofiche, etiche dei suoi protagonisti, che ragionano sulle proprie possibilità di espressione e di rappresentazione per elasticizzare il pensiero di Makaping. Portando in campo una serie di intrecci visivi, ideologici e linguistici capaci di continuare l'esercizio di osservazione del razzismo, di cambiamento di posizione, di continua negoziazione tra il margine e il centro, il risultato finale è un atto di riscoperta, di decolonizzazione e di collettività.

Figura 1

 

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II. Bibliografia

  • Brioni, Simone - On the Making of Maka: Collaborative Practices, Autotheory, and Diversity, in «The Italianist», n. 42, 2022, pp. 197-210.
  • Johnson, Rachel - Producing Maka: Hybridisation and Dialogue in Academic Filmmaking, in «The Italianist», n. 42, 2022, pp. 211-219.
  • Makaping, Geneviève - Traiettorie di sguardi. E se gli altri foste voi?, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2001 (2022).
  • Ead. - Reversing the Gaze: What If the Other Were You?, trad. di Giovanna Bellesia Contuzzi e Victoria Offredi Poletto, New Brunswick (NJ), Rutgers University Press, 2022.
  • Moutamid, Elia e Simone Brioni - Maka (documentario), Italia, 5e6, 2022.
  • Romeo, Caterina - The Intersectional Counter-Gaze of Geneviève Makaping in Traiettorie di sguardi, in «The Italianist», n. 42, 2022, pp. 189-196.
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